Un luogo per pensare insieme la malattia e l’anzianità, accompagnando la cura, la consapevolezza e la ricerca di senso.
Un luogo per pensare insieme la malattia e l’anzianità, accompagnando la cura, la consapevolezza e la ricerca di senso.
Disponibile anche in inglese, spagnolo e portoghese
Affrontare una malattia grave o l’avanzare degli anni significa entrare in contatto con la vulnerabilità del corpo, il limite e la ridefinizione della propria esistenza. Sono momenti in cui l’equilibrio della persona e dell’intero sistema familiare viene sollecitato da paure, vissuti d’impotenza e domande profonde. Non esiste un modo ‘giusto’ di stare dentro la fragilità, ma c’è bisogno di uno spazio flessibile in cui incontrarsi e dare voce a ciò che sta accadendo.
Il percorso si rivolge sia a chi vive la fragilità in prima persona, sia a chi se ne prende cura, e può essere d’aiuto per:
La fragilità richiede un intervento plastico, capace di uscire dai canoni tradizionali per adattarsi ai bisogni reali della persona e della sua famiglia.
In studio, in ospedale o a domicilio: gli incontri si svolgono dove c’è reale necessità, anche attraverso contatti telefonici e il coinvolgimento diretto dell’intera rete familiare.
Nella malattia avanzata il terapeuta non impone risposte preconfezionate né cerca a tutti i costi di ‘dare un senso’ al dolore men che meno ‘accettare l’inaccettabile’. Aiuta piuttosto la persona e i suoi cari ad abitare l’esperienza presente e ad acquisire consapevolezza delle sue ripercussioni concrete ed emotive.
Nella fase dell’invecchiamento il percorso diventa un’opportunità per ripercorrere la propria vita con verità. Un tempo per comprendere quello che si è riusciti o non si è riusciti a fare, accettare le vite vissute e non vissute, e scegliere con cura e gentilezza come abitare il tempo che rimane.
Sono percorsi di cura che si sostanziano sulla delicatezza.
La partecipazione è flessibile: possono partecipare la persona malata, uno o più familiari, o solo i caregiver, a seconda delle esigenze e delle condizioni cliniche.
No. Il sostegno psicologico integra le cure mediche e assistenziali, lavorando in collaborazione con l’équipe sanitaria per migliorare il benessere complessivo.
Gli interventi vengono concordati in base al contesto clinico e alle necessità della famiglia; possono includere colloqui brevi, incontri di sostegno familiare e contatti telefonici per crisi emotive.